Dell’importanza di innamorarsi in primavera

March 23, 2011 § 1 Comment

“Bisognerebbe amare, amare follemente, senza vedere ciò che si ama: perché vedere è comprendere, e comprendere è disprezzare”.

Scriveva una volta Guy de Maupassant, leggevo io un’altra volta su un numero di quello che è indubbiamente il mio fumetto preferito. Per me fu una piccola folgorazione – una delle tante. Sì, spesso vado avanti a piccole folgorazioni. Era proprio il genere di frase in cui potevo riconoscere me stessa, in quel momento come in qualunque altro. Mi è tornata in mente un paio di giorni fa, mentre camminavo verso casa sotto il primo sole primaverile, arrivato in anticipo sull’equinozio a concludere bruscamente il mio beneamato inverno. Ed è stata lo spunto per un’altra piccola folgorazione. Sarà proprio la primavera che mi ispira un certo sguardo sul mondo, chissà.

Ora, l’ultima volta che mi sono messa a riflettere sulla mia concezione di amore sono finita a immaginarmi schemi a frecce e proporzioni matematiche. Una cosa tremenda. Insomma, nonostante le mie rivendicazioni di principio non sono la persona più romantica del mondo. Di certo non la più sentimentale. E soprattutto non sono in grado di descrivere alcune passioni. Alla fine, la mia concezione dell’amore non è molto romantica, temo. E parte proprio da Maupassant e dalle sue frasi illuminanti.

Una persona cara, tempo fa, mi disse che idealizzare non è altro che “portare alle estreme conseguenze qualcosa che l’oggetto possiede già”. Potrebbe aver ragione come potrebbe non averne. Così come l’amore potrebbe dover passare necessariamente per l’idealizzazione. Non lo so e non voglio definire la questione – rischio banalità in aumento vertiginoso, e lo sarà ancora per un po’. Ma davvero dobbiamo accecarci, e vedere ciò che desideriamo prima di ciò che esiste realmente? Davvero si finisce per amare una proiezione di sé?

Io non lo credo, questo. Io penso che si possa innamorarsi ad occhi aperti. Avendo il coraggio di vedere proprio la realtà di chi si ama, o di cosa si ama. Ed è la cosa più bella. Guardare negli occhi qualcuno o qualcosa e accettare tutti i dubbi e tutta la bellezza. Perché di bellezza ce n’è tanta. Vedere non è comprendere, e in fondo neppure comprendere è disprezzare. Forse tutto è intrinsecamente corrotto, imperfetto, egoista, impuro. Guardiamoci dentro, e riconosciamo quanto lo siamo a nostra volta. Eppure la bellezza è proprio lì. Non sto parlando semplicemente di un sentimento incondizionato. Per me è una questione di ragione. È la ragione che ama, non il cuore. Nel senso che il cuore senza la ragione non esiste. La ragione ama con tutta se stessa, quando può e vuole farlo. E porta quell’ebbrezza lucida che sono tentata persino di chiamare felicità. Ma definire la felicità è un’altra bella impresa inutile. E neppure l’amore voglio definire, l’ho già detto. Non so neppure se riesco a esprimere quello che voglio.

In fondo, l’amore è incondizionato per natura. Forse proprio per questo è difficile che lo sia nella realtà. Vogliamo sempre qualcosa dagli altri. Ma proprio qui, di nuovo, sta il bello. Nel senso della bellezza. Proprio nell’imperfezione. Come quando, ascoltando un cd, ti capita di sentire un cantante o un esecutore respirare, possibilmente nel momento più inopportuno. O magari la bellezza sta in quella parte di razionalità, anche di calcolo – insomma, di umanità – che fa parte necessariamente di tutti i sentimenti. Anche di quelli che idealizziamo, come l’amore, o l’innamoramento, visto che più probabilmente sto parlando di quest’ultimo. Apriamo gli occhi. Verso gli altri, innamorandoci di qualcuno, se vogliamo. Oppure semplicemente innamorandoci, assaporando il sentimento per ciò che è. E, in fondo, innamoriamoci anche di noi stessi, perché tutta la bellezza che troviamo fuori di noi finisce per riflettercisi dentro. Che sia per questo che la cerchiamo?

Un certo filosofo disse che la capacità di meravigliarsi è all’origine della filosofia. Forse è proprio questo il punto. Ripeto, apriamo gli occhi e abbiamo il coraggio di guardare. Per parte mia, spero che questa primavera serva anche a questo.

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