Vacanze, scrittura e altri malanni

June 12, 2011 § Leave a comment

D’accordo. La scuola è ufficialmente finita. Non ho esami. Non ho niente da fare per parecchi giorni, festa di compleanno e ultime ripetizioni a parte. Sarebbe il momento ideale per mettere su carta (nel senso più virtuale del termine) tutte le idee che ho rimandato, finora, a “dopo”. Sì, ma dopo quando? Se avessi pensato “quando non avrò più impegni pressanti”, allora sarebbe il momento. Solo che dopo significa altro. Significa “quando riuscirò di nuovo a scrivere”. E la domanda è: perché non riesco a scrivere?

Proponiamo qualche risposta.

Perché leggere è tendenzialmente più facile che scrivere. Ho ormai accumulato una notevole lista di blog da seguire (una parte della quale potete trovare sulla homepage), in numero tale da offrirmi almeno uno o due post al giorno, e la cosa è sufficiente a soddisfarmi. Come scrivevo, mi pare, nell’ultimo post, io ho l’esigenza di essere continuamente a contatto con parole e testi. Di qualunque genere. Ho scoperto che leggere non è un verbo che si riferisce solo ai libri, e sto attraversando la fase di esaltazione di chi ha scoperto, in rete, una miniera di parole a libero accesso. Sembra però che l’esposizione passiva a tutte queste informazioni già rielaborate (in generale a livelli superiori rispetto a qualunque io possa raggiungere) impigrisca la mia voglia di scrivere.

Perché mi annoio. Ho iniziato ad annoiarmi prima che finisse la scuola, e questo è seriamente preoccupante. Ho la speranza (?) che con le vacanze si presentino nuovi stimoli. Mi si dirà che dipende da me: è probabile. Come ogni anno, mi propongo come obiettivo quello di sfuggire alla letargia da pausa estiva. In generale fallisco miseramente, e finisco per sprofondare nel torpore. Quest’anno, naturalmente, ce la farò – è necessario crederlo.

Perché la scuola resta la mia maggiore fonte di ispirazione. D’accordo, questo forse è vero solo in parte. Però l’ambiente scolastico mi espone a una quantità di stimoli per ora ineguagliata. È uno dei mille motivi per cui preferisco nove mesi di scuola a tre di vacanza (bene, adesso odiatemi). C’è sempre qualcosa cui pensare, non necessariamente all’interno dell’onnipresente programma didattico (onnipresente soprattutto negli ultimi giorni, e a sua volta fonte di discussioni feroci). C’è sempre qualcuno con cui discutere, anche, il che è fonte di esercizio mentale, è vero, ma forse riduce le occasioni per scrivere, soprattutto per una persona come me, convinta che un argomento debba essere soprattutto discusso, non importa in che modo e a beneficio di chi. Quindi forse la fine della scuola potrebbe essere uno stimolo. Esattamente come sopra, cercherò di crederlo. Così, magari, funzionerà. Non sono particolarmente convinta.

Perché sto ancora tentando di adattarmi alla condizione di maggiorenne, e la cosa è più impegnativa di quanto possa sembrare. Lo so, ha tutta l’aria della peggiore delle scuse (“no, non posso uscire stasera, sto imparando a fare la maggiorenne!”). Eppure quest’anno la mia consueta conversazione con metà del parentado (“come ci si sente a diciott’anni?” “esattamente come a diciassette, nonna/zia/zio/$random”) aveva un leggero tono menzognero. Cioè, insomma, ci dev’essere qualcosa di diverso nella maggiore età. Solo che non riesco a trovare cosa, e questo mi infastidisce. Intanto, inizio oggi con l’andare a votare. A proposito, ricordatevi di andare a votare.

Insomma, alla fine tutte queste ragioni possono essere sufficienti o meno, dipende da me. Intanto oggi ho ripreso a scrivere, anche se dovrò mantenere il ritmo. E prossimamente, meglio il più presto possibile, riprenderò anche a leggere al mio ritmo da vacanza. Ho preparato una lunga lista di letture che preannuncia un lavoro improbo. Soprattutto perché solo le prime due, mi dicono, sono tali da occuparmi tutta l’estate. Unsurprisingly, la sfida maggiore si intitola Critica della Ragion Pura. O è meglio che passi direttamente alla Ragion Pratica? Qualcuno ha qualche consiglio? E poi c’è lo Zibaldone, che mi dicono io debba assolutamente leggere. E poi ci sarebbe l’idea perversa di leggersi almeno il Purgatorio intero. E, già che siamo in tema, Milton, visto che la mia preparazione in letteratura inglese è meno che scadente? E i compiti delle vacanze. Mi infastidisce dover leggere due raccolte di poesie. Montale e Ungaretti, per carità. Però non penso che si possano leggere poesie come se fossero romanzi. Né, soprattutto, per compito. Magari ne riparleremo quando le avrò lette. Devo anche scegliere un libro di un autore del secondo dopoguerra. Mi sto chiedendo se Pavese possa essere considerato tale. Anche se so che la mia professoressa si arrabbierà, mi dirà che sono retrograda, ma pazienza. Anzi, soddisfazione, a dire il vero. E poi ci sono i testi di greco, evviva, evviva, che renderanno piacevole il mio programma di lettura. Vogliamo parlare dell’Antologia Palatina che mi aspetta, graditissimo regalo di compleanno?

E, per finire, dovrei iniziare a leggere i testi per l’esame di ammissione a Pisa. Anzi, aspettate che vado a scaricarmi gli elenchi. Quella sì che sarà un’impresa gradita. Insomma, forse la situazione non è così sconfortante. Al lavoro.

Advertisements

Tagged: , , ,

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

What’s this?

You are currently reading Vacanze, scrittura e altri malanni at hydrargyrium.

meta

%d bloggers like this: