Random language, random words, random thoughts

October 13, 2011 § 1 Comment

Benché io stia rimanendo un tantino silenziosa in questo periodo, non ho smesso la mia attività di “blogger passiva” – che, al di là del leggero ossimoro, è un modo molto pomposo per dire che sto leggendo un sacco di blog. Con un piccolo aiuto da parte di un pratico programma per gestire i feed, nonché naturalmente dei link gentilmente offerti dai blog che già conosco, il numero di siti che seguo sta aumentando. E la cosa mi fa estremo piacere. Mi piace leggere, e soprattutto mi piace leggere in inglese (e mi piacerebbe poterlo fare anche in francese e tedesco, per lo meno, ma ahimè, breve è la vita e lunga l’arte, giusto per citare a sproposito). Il fatto è che sto leggendo più in inglese che in italiano; in parte perché ho poco tempo a disposizione, mediamente frammentato (rendo meglio facendo pause frequenti nello studio piuttosto che concentrando tutto in un unico sforzo per poi garantirmi un lungo momento di relax), e in parte perché la mia mente affaticata trova più allettante la prospettiva di un post di mille parole piuttosto che di un capitolo di un libro. (ecco, l’ho detto. Shame on me!) In più, il computer è a portata di mano, i feed sono molto comodi, eccetera eccetera. Ergo, la mia esposizione all’inglese scritto aumenta notevolmente. E si dà il caso che stia iniziando a percepirne i risultati.

Molto semplicemente, inizio a confondere le lingue sempre più spesso. Premetto che il mio cervello ha una buffa propensione a giocare con le parole a mia insaputa, nello scritto quanto nel parlato (si va dalla paronomasia – la logica artistica anziché aristotelica – al più spudorato lapsus calami – la sciocchezza… ehm, filosofia di Schelling), e che questa tendenza peggiora quando sono sotto stress, vale a dire ora; posto ciò, negli ultimi tempi ho iniziato a sostituire termini italiani con il corrispettivo inglese, spesso traducendo letteralmente le peggiori espressioni (“in avanti”, “come esempio”, persino “attualmente”). Per quanto mi concerne (ecco! appunto!), in realtà, trovo la cosa molto divertente. E lusinghiera. Si dà il caso, infatti, che conoscere le lingue sia una delle mie passioni e/o aspirazioni, anche se sempre subordinata a capire come funzionano. Qualcuno si chiederà perché faccia il classico e non il linguistico: il motivo ha a che fare con la mia riluttanza a parlare le suddette lingue. Non voglio saperle usare, voglio averne una visione d’insieme. Magari diacronica oltre che sincronica. Possibilmente sistematica (cosa che, per quanto riguarda l’inglese, mi manca moltissimo). Saper leggere correntemente una lingua è forse il mio massimo traguardo, a livello pratico, anche perché mi offre accesso a un patrimonio di testi che potrei raggiungere solo parzialmente in traduzione (quanto ai blog, in effetti, non potrei avere accesso proprio a nulla). Se il “prezzo da pagare” (sì, è talmente ridicolo che lo metto tra virgolette) per maneggiare una lingua con una certa confidenza è confondermi ogni tanto mentre parlo, ben venga, insomma. Al massimo qualcuno si farà due risate con me.

Eppure, ci sono brevi, irrazionali momenti in cui, mentre incespico su un modo di dire di cui mi viene in mente solo la traduzione letterale, mi sento una traditrice della mia stessa lingua. È buffo, e presumibilmente parecchio sciocco. Però, insomma, dovrei saper tracciare dei confini (ah, davvero?). Ogni tanto, quando mi tornano in mente queste cose, penso alla mia cuginetta (leggasi cugina di secondo grado, ammesso che la parentela sia giusta – insomma, la figlia di mia cugina prima), che sta avendo una possibilità che io non ho mai avuto e che invidio moltissimo, quella di crescere bilingue. Di madre italiana (peraltro parlante norvegese correntemente) e padre di lingua spagnola, la bambina (che ha poco più di un anno) in effetti al momento inserisce nel proprio vocabolario parole di entrambe le lingue in modo apparentemente indiscriminato. Non ho la più pallida idea di cosa questo significhi o di come si inserisca nello sviluppo, anche se posso intuire che sia normale in una situazione del genere (ho riscritto questa frase quattro volte perché non trovavo un sinonimo italiano soddisfacente per “bilingual child”. Alla fine ho rinunciato); in ogni caso sono sicura che seguirò la suddetta situazione con interesse. Come ho scritto un attimo fa, invidio tremendamente chi ha la possibilità di imparare due lingue dalla nascita, sia per la maggiore flessibilità che questo sembra garantire nell’apprendimento linguistico futuro, sia per una pura e semplice “questione di curiosità”. Conosco due lingue perfettamente (anzi, di più: ho due lingue madri): in cosa differiscono? Perché? In quali situazioni le confondo più spesso? Perché? Quali parole sono simili? Perché? Eccetera. Soprattutto “perché”. Avere la possibilità di porsi queste domande senza doversi avventurare in un ambito estraneo! Certo, magari la mia cuginetta non avrà mai interessi di questo tipo. Nel caso, potrò sempre porgliele io, le domande, volendo.

Pare comunque che non sia esattamente tutto rose e fiori. Per chi volesse farsi un’idea almeno vaga sulle questioni relative al bilinguismo attraverso lo scritto (non tecnico) di una non profana, rimando a una serie di tre post di As A Linguist (amo questo blog, lo dico chiaro e tondo – e dovrei imparare a scrivere in questo modo, anziché mutuare espressioni idiomatiche incongrue), che trovate qui, qui e qui. Volendo, in appendice ci sono anche i rimandi a testi specialistici, anche se non ho idea di quanto siano accessibili, non avendoci neppure provato (sono curiosa, ma ho dei limiti).

Certo, il mio sogno nel cassetto sarebbe di essere bilingue dalla nascita in greco antico. O almeno in latino. Ma, al di là del fatto che avrei dei genitori ben strani, forse mi perderei tutto il divertimento. Le lingue morte stanno bene così come sono.

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§ One Response to Random language, random words, random thoughts

  • limr says:

    I’d really like to leave a longer comment about your post, but my thoughts are moving slowly tonight because of so much grading. I have been leaving this window open as a reminder to comment, and I will do it soon, but at least for now, let me thank you for the links and mentions!

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